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La via peuceta: da bari a matera


 

Un cammino dalla Basilica di San Nicola di Bari, luogo simbolo del pellegrinaggio in Puglia, e attraverso l’antico territorio della Peucezia: dalla lussureggiante foresta di ulivi che caratterizza la piana costiera, alle distese steppiche dell’altopiano murgiano, ai boschi di conifere e querceti, fino alle depressioni carsiche (lame e gravine) che costituiscono l’incantevole scenario rupestre in cui sorgono Gravina in Puglia e Matera. 155 km lungo i quali si scopre il ricchissimo patrimonio culturale apulo e lucano costituito non solo da cattedrali, borghi medievali, chiese rupestri, vestigia greche e romane, ma anche da masserie, trulli, muretti a secco, e da una straordinaria gastronomia fatta di sapori genuini che rimandano alla vera tradizione contadina.    

Distanza: 17 km

Altitudine max: 139 metri

Tempo di percorrenza: 4 ore  

La via Peuceta ha inizio dalla Basilica di San Nicola di Bari, luogo simbolo del pellegrinaggio in Puglia: eretta tra il 1087, anno della traslazione delle reliquie del santo di Myra, e il 1197, la Basilica divenne, in poco più di un secolo, uno dei più importanti santuari della cristianità e una delle principali mete di pellegrinaggio tra Roma e Gerusalemme. Sulla piazza antistante la Basilica si apre un arco angioino varcando il quale ci si immerge nel “formicaio ebbro di vitalità” (Italo Calvino) della città vecchia: un labirinto di stretti vicoli in cui si agita frenetica un’umanità variopinta che conserva nei suoi volti, nel suo linguaggio e nei suoi riti, la traccia dei tanti apporti culturali della storia passata, delle tante genti d’Oriente e d’Occidente transitate nel corso dei secoli. Superata la Cattedrale di San Sabino e il Castello Normanno Svevo, si imbocca Corso Vittorio Emanuele II, vero e proprio spartiacque tra la città vecchia e l’elegante quartiere murattiano che si attraversa percorrendo la sua arteria più commerciale, via Sparano. In pochi chilometri si guadagna l’uscita dal centro città e ci si immette sull’antica strada medievale che collegava Bari a Bitetto; il Medioevo impreziosisce il percorso con due gioielli di rara bellezza: il casale fortificato di Balsignano e l’incantevole chiesa di San Felice. L’ingresso al borgo di Bitetto avviene da Porta Barese (o porta Piscina), unica porta medievale sopravvissuta.

Distanza: 23 km

Altitudine max: 381 metri

Tempo di percorrenza: 5,30 ore  

Si parte dalla suggestiva cattedrale romanica dedicata a San Michele Arcangelo ed eretta tra la fine dell’XI e l’inizio del XII sul modello della Basilica di San Nicola di Bari. Dopo circa 1 km si penetra nella lussureggiante foresta di ulivi che caratterizza la Terra di Bari; gli ulivi sono il simbolo della Puglia: questi monumenti viventi della civiltà mediterranea, delle cui origini sopravvivono alcuni maestosi testimoni (esemplari millenari), costituiscono un patrimonio culturale inestimabile e un’importantissima risorsa economica. Uliveti, mandorleti e vigneti, tingono le vaste distese della piana nelle quali sorgono antiche masserie, trulli e muretti a secco che testimoniano l’antica vocazione agricola di questo territorio. È questo il paesaggio che accompagna il viandante per i successivi 20 km durante i quali si assiste ad una progressiva salita verso l’altopiano della Murge il cui gradone roccioso si staglia nettamente all’orizzonte negli ultimi chilometri della tappa, che si conclude presso il Santuario di Santa Maria degli Angeli. 

Distanza: 22 km

Altitudine max: 483 metri

Tempo di percorrenza: 5,30 ore   

Si parte dal Santuario di Santa Maria degli Angeli sorto, nel ‘400, al di sopra di una grotta naturale sede di antichissimi culti. Attraverso un sentiero si accede all’area denominata Bosco di Mesola che caratterizza la maggior parte della tappa; il bosco ha un elevato valore vegetazionale per la presenza di esemplari arborei notevoli come la roverella, il fragno, il leccio, le fustaie di Pino d'Aleppo, e degli arbusti tipici della macchia mediterranea come il lentischio, la ginestra, il cisto marittimo, la quercia spinosa, il corbezzolo, il mirto, il biancospino, il pruno spinoso. Lungo il cammino si susseguono tutti gli scenari tipi del paesaggio murgiano: creste rocciose, cavità carsiche, dolci pendii, doline, lame, campi di grano e brulli pascoli. Un luogo dove l’azione della natura si mescola e convive con quella millenaria dell’uomo che ne ha plasmato e alterato le forme. Si giunge a Santeramo in Colle attraverso la Pineta Galietti che prende il nome dalla masseria settecentesca che sorge al suo interno.

Distanza: 24 km

Altitudine max: 496 metri

Tempo di percorrenza: 6 ore  

Si parte dal centro storico di Santeramo in Colle ed attraverso una serie di contrade si penetra lentamente nel cuore dell’Alta Murgia, una delle più importanti aree steppiche d’Italia per la presenza di vari endemismi floristici e di una delle maggiori popolazioni di avifauna delle steppe. Le steppe a graminacee, particolarmente diffusa è una stipa chiamate comunemente “lino delle fate”, arricchite dalla presenza di licheni, muschi e orchidee selvatiche, conferiscono al paesaggio un aspetto quasi lunare. Lungo il cammino, a circa 6 km da Santeramo, si incontra il complesso di Grotta Sant’Angelo (attualmente in fase di ristrutturazione), un luogo di culto micaelico fra i più importanti dell’antica Apulia, secondo solo al grande centro di pellegrinaggio garganico. Dopo un breve tratto percorso lungo l’alveo di una gravinella si risale l’altopiano che, a partire dal sito rupestre di Fornello (nei pressi del quale si cammina lungo l’antica carraia medievale), digrada dolcemente verso la città federiciana di Altamura, punto d’arrivo della tappa.    

Distanza: 20 km

Altitudine max: 482 metri

Tempo di percorrenza: 5 ore  

Si parte dalla maestosa cattedrale di Santa Maria Assunta costruita nel 1232 per volere di Federico II di Svevia secondo i canoni dell’architettura romanica del tempo e il cui impianto originario ha subito nei secoli importanti modifiche. Si attraversa l’incantevole centro storico di Altamura costituito da un dedalo di stretti vicoli e piccole piazzette denominate “claustri” all’interno del quale si percepisce costantemente il piacevole profumo del pane cotto in antichi forni di pietra: è il famoso pane di Altamura, realizzato con semola di grano duro dell’Alta Murgia, e che il poeta latino Orazio definì nelle Satire “il pane migliore del mondo, tanto che il viaggiatore accorto suole farne provvista per il viaggio”. Superata la città, la Murgia torna ad estendersi a perdita d’occhio; ma il paesaggio appare mutato: si presenta più piatto, meno aspro, e molto più addomesticato dall’uomo per la presenza di estese aree coltivate a grano e foraggio. Si giunge a Gravina in Puglia attraverso una strada vicinale che conduce fino al centro cittadino.

Distanza: 30 km

Altitudine max: 456 metri

Tempo di percorrenza: 8 ore  

Si parte dalla cattedrale di Santa Maria Assunta che, costruita nel 1095 dai Normanni a strapiombo sulla gravina, si presenta oggi come una originalissima sintesi di stili e di gusti architettonici differenti quali il tardo romanico (i resti dell’antica Cattedrale), il rinascimentale e il barocco. Ci si lascia la città alle spalle attraversando l’affascinante ponte acquedotto in pietra, risalente al ‘700, che collega scenograficamente le due sponde del burrone, e che permette di raggiungere il pianoro della Madonna della Stella da dove è possibile godere di una notevole vista della città di Gravina e del suo habitat rupestre. Una stradina acciottolata conduce alla collina di Botromagno, luogo del primo insediamento antropico, risalente all’età Neolitica, nell’area di Gravina; su questa collina sorse successivamente Sidion, una delle più importanti città della Peucezia, della quale permangono numerose testimonianze archeologiche purtroppo in totale abbandono. La discesa dalla collina di Botromagno offre uno dei panorami più suggestivi dell’Alta Murgia; dopo pochi chilometri inizia una nuova ma lieve salita verso la collina su cui si estende il Bosco Difesa Grande che costituisce uno dei più estesi e ricchi complessi boscati dell’intera Puglia. Il Cammino attraversa interamente il bosco sfruttando i suoi variopinti sentieri che sfociano sulla Fossa Bradanica, un vasto paesaggio di dolci colline caratterizzate da suoli alluvionali profondi e argillosi. Si attraversano le ampie distese intensamente coltivate che si presentano tra maggio e giugno di un giallo splendente, dopodiché ha inizio l’ultima salita verso la collina di Picciano, sulla cui sommità sorge il santuario benedettino che costituisce la meta della tappa.

Distanza: 28 km

Altitudine max: 433 metri

Tempo di percorrenza: 7 ore  

Si parte dal santuario benedettino di Picciano da dove ha inizio una lenta discesa verso l’ampia piana tufacea in cui sorge Matera. La straordinaria bellezza e unicità dell’habitat rupestre vela lentamente agli occhi del viandante: si scoprono pian piano i dirupi e le grotte sulle cui pareti l’uomo ha lasciato le tracce della sua continua presenza dalla preistoria fino ai nostri giorni. Il percorso lambisce la Riserva Naturale di San Giuliano, una delle più importanti zone umide della Basilicata, e la straordinaria Cripta del Peccato Originale, definita la “Cappella Sistina del rupestre”. L’ingresso a Matera avviene dal Rione Casalnuovo da dove si raggiunge direttamente l’incantevole zona dei Sassi. Il Cammino termina alla Cattedrale della Madonna della Bruna. 

in itinere

Cammini, escursioni in natura, guide turistiche ed enogastronomiche. Progettazione per enti pubblici e privati di prodotti turistici green e slow.

Contatti

In itinere

Ass. di Promozione sociale

Via San Girolamo, 34

70132 - Bari (BA)

  

In Itinere società cooperativa

Via Crocifisso 36 c/o dr. Vilella

76123 Andria (Italia)

partita iva 08031490728

 

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